Ogni blocco è una funzione realmente costruita: niente promesse, solo ciò che l'aula registra e mette nel fascicolo.
Ogni ingresso, uscita e riconnessione finisce in un registro append-only con il timestamp del server. Da quegli eventi grezzi si derivano gli intervalli di connessione e i totali per ogni partecipante: la presenza è un fatto misurato, non un'autocertificazione.
Docente o tutor lanciano una verifica: in aula compare un pop-up bloccante con countdown. La risposta è registrata con il tempo misurato dal server, mai dal client. Chi non risponde entro la finestra resta a registro come non rispondente, senza interpretazioni.
A fine sessione il fascicolo si deriva dagli eventi: intervalli di connessione, totali, percentuale di presenza rispetto alla soglia e anomalie. Si esporta in PDF e CSV con un hash di integrità calcolato sui dati, indipendente dal formato.
Aule di lavoro separate per i lavori di gruppo previsti dalla formazione sulla sicurezza. Ogni sotto-aula ha il proprio audit: le presenze nei breakout entrano nel fascicolo, distinte dalla sessione madre.
Una facciata REST documentata con OpenAPI, autenticata con una chiave per ogni ente, per integrare Aulalive con il gestionale: lettura di sessioni, stato live, eventi e registro, creazione di sessioni e iscrizioni.
Ogni ente vede solo i propri dati. L'isolamento non è solo applicativo: è imposto a livello di database con Row-Level Security, una rete che chiude l'accesso anche se un controllo applicativo venisse dimenticato.
Quando un evento operativo merita attenzione — un server media non raggiungibile, una sessione chiusa perché l'aula non era più osservabile — viene segnalato come fatto a un'area di amministrazione dedicata, mai nascosto.
In una demo ti mostriamo l'intero percorso, dall'aula live al fascicolo esportabile.